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In Arte/ Saggistica

Fantasia – la recensione

Pittore e designer, Bruno Munari si è rivelato un maestro di indiscusso talento, grazie al suo singolare modo di coniugare passione, formazione e sperimentazione.


Mi è capitato tra le mani un saggio di poco più di 200 pagine, un libro dalla copertina essenziale – ma carina – e da un titolo interessante e stimolante. Ammetto di aver sfogliato prima un po’ tutte le pagine, in cerca di una possibile motivazione a intraprendere questa lettura – come faccio di solito per qualunque tipo di libro – e… devo confessare che l’ho trovata subito! I titoli dei capitoli, le riflessioni dell’autore lette qua e là, le immagini e la struttura, il filo del discorso dell’intero saggio, mi hanno convinta del tutto a dare voce a quest’opera.

Copertina Fantasia - Bruno Munari
Copertina Fantasia – Bruno Munari

Fin da subito, a sorprendere è stato il linguaggio semplice, la lettura scorrevole e interessantissima, ma soprattutto l’anima stessa dell’intero volume: la grande ispirazione che suscita, nel mentre e a conclusione, come una sorta di gusto e retrogusto intellettuale.

Questo libro si lascia letteralmente divorare nel giro di poche ore, offrendo conoscenze, spunti riflessivi, insegnamenti pratici e teorici, che hanno la capacità di accendere in ognuno di noi qualcosa di meraviglioso, che spesso, dopo l’infanzia viene a perdersi o affievolirsi. Sto parlando della Fantasia, argomento fulcro e titolo dell’opera del famoso e geniale Bruno Munari (1907-1998).

Bruno Munari
Bruno Munari

L’ autore, pittore e designer, conosciuto e seguito a livello universitario, per quanto riguarda architettura, arte, comunicazione visiva e tutto ciò che ha a che fare con la creatività e l’ingegno – in questo volume – si è rivelato un maestro di indiscusso talento, grazie al suo singolare modo di coniugare passione, formazione e sperimentazione.

Come definirei la tecnica d’insegnamento utilizzata da Bruno Munari? Rigenerante, in quanto i discorsi e le tesi proposte dallo stesso, sono ispirativi, approfonditi, esaurienti, ma non esauriti, particolarità – quest’ultima – che mira proprio a sollecitare nel fruitore uno spirito tale da incoraggiare riflessioni più ampie, soprattutto, personali riguardo l’argomento.

Bruno Munari, per questa ragione, non deve essere solo ricordato per le innumerevoli creazioni che ha realizzato e che ora sono conservate gelosamente in musei di fama internazionale: in particolar modo, egli deve essere ricordato oggi e per molto tempo, come colui che ha insegnato un nuovo modo di vedere le cose e la creatività, ma, nel medesimo istante, come colui che ha ancora moltissimo da offrire alle nuove generazioni.

mani
Anche le forchette, come mani, possono comunicare…

Bruno Munari, inoltre, divulga una prospettiva, una filosofia che può solo arricchire su svariati fronti. Egli, tramite il suo sperimentare, ricercare continuamente nuove forme d’arte che abbiano la capacità di donare messaggi, esprimere e far provare emozioni, riesce ad aprire gli occhi di coloro che si sentono un po’ alienati, o semplicemente di chi ha perso, in parte o tutto, la facoltà di meravigliarsi, di affascinarsi, di emozionarsi di fronte alla bellezza, alla natura, all’arte, alla cultura, alla vita.

Bruno Munari ha avuto e ha la capacità di far rinascere in ognuno di noi il tanto amato fanciullino pascoliano, quel bimbo curioso e innamorato, che sa vedere in ogni cosa il bello e il buono, il fascino e la bellezza. Quel bambino che – tramite fantasia e immaginazione – riesce, in un qual modo, a modificare ciò che gli ruota attorno.

creatività

Tutti hanno – chi più chi meno – immaginazione, fantasia, creatività, doti intellettual-emotive che rendono i propri occhi più o meno sensibili di fronte alla bellezza, ma coloro che possiedono basse dosi di tali abilità, o non ne possiedono per nulla, non sono condannati per sempre: B. Munari crede che sia possibile migliorare la creatività personale, tramite pratica e impegno, metodo e conoscenza.

Dopo aver spiegato opportunamente la differenza tra immaginazione, fantasia, creatività e invenzione, infatti, il saggio assume un’impronta maggiormente pratica e metodologica: la concentrazione viene posta su immagini e tecniche efficaci, per sviluppare una mente fantasiosa.

munari e bimbi

In accordo con le idee della famosa pedagogista Maria Montessori, poi, Munari sostiene che – affinchè crescano adulti con idee innovative, originali e visionarie – è necessario intervenire fin dalle prime fasi di vita delle persone. La creatività è un’abilità che deve essere appresa, ma se sviluppata e incentivata già durante l’infanzia le opportunità di riuscita aumentano. Proponendo ai bimbi giochi e strumenti che incuriosiscano e incoraggino la sperimentazione di colori e dimensioni, forme e suoni – in un regime di totale libertà – le nuove generazioni hanno ottime possibilità di diventare adulti fantasiosi.

Produrre qualcosa di veramente bello e brillante – talvolta anche simpatico – che lasci letteralmente a bocca aperta, secondo l’autore, è questione di relazione, di equilibrio tra ciò che si conosce e ciò che si può creare di nuovo, di relazione tra contrari, di combinazione tra disparati oggetti e funzioni, di dimensione e colore, di materiali e strutture, di sostanze e consistenze. Perciò, si può affermare con certezza che la creatività e la fantasia siano generate da un processo libero, mescolanza di caos e ordine, originalità e tradizione, che finiscono per produrre, realizzare – addirittura – l’impossibile.

Recensione a cura di Sara Erriu

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