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La vita segreta delle mucche – la recensione

Pensavate che l’uomo fosse l’unico animale capace di prendere decisioni, di avere gusti personali, di avere abitudini talvolta insane e bizzarre? Se siete fermamente convinti di tutto ciò, allora preparatevi a ribaltare ogni vostro pregiudizio, con la lettura di “La vita segreta delle mucche” di Rosamund Young.


Siamo cresciuti con la credenza che l’uomo sia l’unico animale sulla terra a essere intelligente e in grado di provare emozioni, di riflettere, di essere dotato di personalità. Non c’è niente di più sbagliato, perchè i soliti manuali di scienza analizzano solo la sfera biologica e quella fisica degli animali, e non quella affettiva ed emotiva.

Anche gli animali provano emozioni, sono capaci di scegliere una cosa piuttosto che un’altra, di provare simpatia o antipatia nei confronti di qualcuno – uomo o altro animale – e di stringere amicizie. Gli animali, insomma, hanno delle capacità, dei veri e propri impulsi che, per molti aspetti, li rendono simili all’uomo, almeno a livello personale e inter-personale.

 

La vita segreta delle mucche“, di Rosemund Young – sotto questo aspetto – è una preziosa fonte di conoscenza, in grado di cambiare totalmente le nostre credenze in fatto di animali. Come l’autrice riesce a fare tutto ciò? Semplice, riproponendoci alcune esperienze vissute da lei stessa nella sua fattoria inglese.

Il libro, infatti, o sarebbe meglio chiamarlo saggio, è nato in seno ad un’osservazione diretta da parte di R. Young, nei confronti delle sue mucche, dei suoi tori, dei vitellini, delle pecore, dei maiali e delle galline. Attraverso la lettura di questo saggio si scopre che ogni creatura protagonista ha una sua personalità – esattamente come gli uomini – e che tale personalità sia frutto delle singole esperienze vissute, dell’ambiente in cui l’animale è cresciuto, del tipo di alimentazione adottata e logicamente dal livello di stress cui è sottoposto.


Il saggio non è…

A questo punto, dovete smentirvi ancora una volta, in quanto non dovete assolutamente pensare che il saggio sia un manuale spesso e pesante sotto ogni profilo. L’intera opera conta poco più di cento pagine ed è realizzata senza seguire ordini cronologici e tematici. Il tutto viene affrontato con simpatia e una sana dose di soggettività che rende il saggio all’apparenza scientifico un racconto interessante e coinvolgente, ricorrendo molto spesso a umanizzare gli animali dell’intera fattoria.

Io la presi [la gallina] e la depositai sul sedile anteriore della Land Rover, dove lei si mise comoda e continuò a guardarsi intorno come una regina durante una parata ufficiale.

Per molti aspetti, si può affrontare la trama del libro come una sorta di soap opera alternativa, dove gli animali sono i protagonisti assoluti di questo viaggio alla scoperta del fascino della natura, ma soprattutto degli animali stessi. Descrivendo il comportamento delle creature che popolano la fattoria, esaminandone vizi e virtù, Rosemund svela tuttavia come, molto spesso, gli animali siano più umani degli umani stessi.


Il saggio è…

Fonte: www.silenziostoleggendo.com

Fonte: www.silenziostoleggendo.com

 

Nonostante il volume sia teso alla descrizione degli animali e della loro vita quotidiana, esso si rivela davvero divertente. Buffe sono le abitudini e le preferenze di alcuni animali:

Alle galline piace giocare. In effetti non fanno altro, a parte mangiare, attività cui si dedicano, si può dire, senza interruzione. Provano gusto a far tutto, cantano allegre canzoncine e si divertono un mondo;

mentre alcuni vitellini si sono dimostrati

infaticabili nella ricerca di divertimento e perfino nei giorni di freddo pungente si esibivano in capriole, balzi e saltelli e facevano la lotta con le noiose madri, intente a pascolare.

e che dire dell’abitudine invernale delle galline, le quali quando Rosemund carica la sua Land Rover con le balle di fieno, esse

le provano tutte pur di scroccare un passaggio. Sanno che non sono autorizzate, e quindi, se ne stanno a becchettare intorno alle ruote con nonchallance, in attesa dell’occasione giusta […]. Almeno una, allora, cerca di saltar su e di nascondersi tra le balle.


Ciò che lascia il libro…

Il saggio, come avrete ben capito già solamente dai piccoli frammenti dello stesso esaminati, è – a detta di Alan Bennet –

un libro che cambia il modo in cui si vedono le cose, tanto che oggi, quando passo accanto a un pascolo di mucche, mi sorprendo a interrogarmi sulle loro amicizie e i loro punti di vista, un’idea che, prima di aver letto il libro di Rosemund Young, avrei ritenuto bizzarra, o semplicemente sciocca. Ora non più.