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In Editoria

Pirateria del libro: rimossi 26 canali Telegram

L’AgCom grazie all’associazione italiana degli editori ha scoperto alcuni canali che diffondevano illecitamente opere letterarie


La pirateria del libro è un fenomeno ancora molto diffuso in Italia, nonostante esista l’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni (AgCom) che vigila e punisce quotidianamente queste forme di illegalità.

Secondo le stime dell’associazione italiana degli editori (AIE), ogni anno la pirateria sottrae al settore editoriale 528 milioni di euro. E recentemente, questa piaga non ha risparmiato nemmeno l’ultimo volume della Ferrante La vita bugiarda degli adulti con 20 mila copie false in circolazione (ne avevamo parlato qui).


Ma questa non è l’ultima delle irregolarità scoperte: a maggio, grazie a una segnalazione dell’associazione degli editori italiani l’AgCom ha scovato 26 canali Telegram che diffondevano illecitamente opere letterarie. E’ seguito prontamente il blocco e la rimozione delle attività.

Questa lotta ha l’obiettivo di difendere il diritto d’autore e contrastare così tutte le forme di pirateria e comportamenti illegali che causano enormi danni al settore editoriale.


“Questi canali – si legge nella nota dell’AgCom – mettevano a disposizione di oltre 350 mila utenti un catalogo sterminato di edizioni digitali di opere letterarie integralmente e regolarmente fruibili in modalità download. Dopo l’avvio del procedimento, Telegram ha risposto in meno di 24 ore, comunicando che avrebbe bloccato i canali segnalati e adeguandosi spontaneamente alle richieste di AIE”.

La ricerca “La pirateria nel mondo del libro” commissionata da AIE a Ipsos e presentata lo scorso gennaio ci spiega che i 26 canali bloccati non rappresentino casi isolati: è stato infatti evidenziato come Telegram sembri uno strumento piuttosto utilizzato per la pirateria del libro, con un uso pari al 22%.