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Speechwriter: storia di chi racconta per altri

Uno speechwriter ha un ruolo fondamentale. Ha il compito di emozionare, arrivare dritto al cuore della gente, ma soprattutto confortare e fare in modo di ottenere un consenso, spesso facendo leva su valori e idee. Il potete che assicura questa professione è uno strumento tanto salvifico, quanto pericoloso.


La professione di speechwriter la inserirei nella lista delle più complesse in assoluto. Bisogna essere motivati, sapere ascoltare e fare proprie richieste e problematiche di ogni persona che, immersa nel suo ambiente, finisce per costituire un gruppo, una società.

Ma, per non fallire, è opportuno essere fluidi, ovvero adattare il proprio modo di pensare, e di conseguenza, scrivere, a un bagaglio di conoscenze, abilità, motivazioni e obiettivi di una determinata personalità.

Scrivere discorsi, o slogan politici, non è semplice. Occorre avere skills specifiche in campo letterario, ma anche politico, se non psicologico. Saper maneggiare sapientemente le varie tecniche di scrittura creativa è già un ottimo punto di partenza, che permette di saper emozionare, raccontando prima di tutto storie, aneddoti.


Per comprendere meglio questa professione, porto l’esempio di David Litt.

Chi è quest’uomo, o sarebbe meglio dire, chi è stato? David Litt è stato lo speechwriter dell’ex Presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Ha scritto discorsi politici e frasi, cogliendo sentimenti e pensieri dell’allora Presidente d’America, e li ha resi suoi.

Fonte: www.rollingstone.it

David Litt con Barack Obama – Fonte: www.rollingstone.it

 

 

Come uno scrittore fantasma, infatti, Litt ha studiato la personalità di Obama e, in particolar modo, le sue intenzioni, le sue mire per la società americana, ha adottato il suo punto di vista e ha creato testi intessuti per il Presidente stesso.

Quando scrivevo discorsi per Obama, cercavo sempre di scrivere il tipo di discorso che il Presidente avrebbe scritto da solo, se avesse avuto il tempo di farlo.

Egli, come ogni altro speechwriter, ha studiato molto duramente per fare al meglio il suo lavoro:

Una delle cose che ho imparato è questa: i discorsi riescono e falliscono nella ricerca. Prima di sedersi a scrivere, è importante fare più ricerca possibile.

Ma, il fattore “ricerca” non fa appello solo a

fatti e statistiche, ma innanzitutto (a) storie. Le cose che ci ispirano di più sono quasi sempre storie: storie di una nazione, storie di una comunità, ma soprattutto storie di singole persone. […] Obama amava raccontare non tanto la propria storia, quanto quella degli americani normali che incontrava. Qualcuno nel pubblico, qualcuno della zona in cui si trovava, qualcuno che incarnava e rappresentava il meglio degli Stati Uniti. In questo modo, anziché ispirare dall’alto, riusciva a far capire che gli americani possono ispirarsi l’un l’altro.

Fonte: www.thecatcher.it

Fonte: www.thecatcher.it

 

Come ha confessato David Litt, in un’intervista a Vanity Fair, ciò che ha mosso la sua professione è stata la passione:

Con Barack Obama mi è sempre sembrato di fare qualcosa di importante e di contribuire, nel mio piccolo, a rendere il mio Paese e il mondo migliori. […] Posso aiutare a presentare al mondo la versione migliore di te stesso […]. Ma non posso trasformarti in qualcuno che non sei.

Tuttavia, la professione del cuore di Litt è durata come un sogno, quasi una decina d’anni. L’ex speechwriter ha più volte ammesso di essere orgoglioso della mansione svolta:

L’obiettivo è aiutare un leader politico a portare avanti la propria agenda politica. Ciò che mi rende fiero di aver scritto discorsi per Obama è che lo stavo aiutando a raggiungere gli scopi che voleva raggiungere.

Allo stesso tempo, però, egli prova dispiacere per aver concluso il suo “compito” alla Casa Bianca.

David ha addirittura scritto un libro sulla sua particolare esperienza. In Grazie, Obama. I miei anni alla Casa Bianca. Memorie semiserie di un giovane scrittore di discorsi, il grande speechwriter racconta segreti e aneddoti circa la sua vita e la sua persona, su come egli credesse di diventare un comico, piuttosto che lavorare per dell’ex Presidente americano, a soli ventiquattro anni.

Fonte: www.amazon.it

Fonte: www.amazon.it

 

In tutto questo, però, sembra aprirsi un piccolo scorcio di speranza per il giovane David. Netflix, la piattaforma più conosciuta di streaming, infatti, sta pensando di realizzare a breve serie tv, documentari o film proprio sulla personalità di Barack Obama, sulla sua carriera e la sua famiglia.

Anche il mondo della letteratura si sta mobilitando per far conoscere al pubblico la storia personale della presidenza Obama. Da novembre, ne è solo un caso, con l’uscita del libro Becoming. La mia storia, Garzanti ha pubblicato la biografia dell’ex first lady Michelle Obama, raccogliendo frammenti forti dell’intima storia di una delle donne più famose del mondo.

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