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Piccole Donne – la recensione

piccole donne

Un romanzo moderno che racconta la storia di un amore fraterno, di quattro sorelle che regalano grandi emozioni


“Senza i regali il Natale non sarà un vero Natale”. Così comincia il romanzo di Louisa May Alcott Piccole Donne, la storia di quattro sorelle unite da un amore incommensurabile, che non ha trovato alcuna difficoltà a entrare nella lista delle letture da affrontare almeno una volta nella vita, se non nell’educazione e nella crescita di intere generazioni di donne.

E proprio nell’arco di un anno intero, Jo, Amy, Meg e Beth, la squadra di adolescenti affiatate, con il proprio carico di passioni e tratti caratteriali (in cui è facile riconoscersi), passa sotto la lente d’ingrandimento di un lettore curioso e coinvolto, a tratti rallegrato, a tratti rattristato dalle vicende narrate, rese vivide da un racconto quasi visivo.

Una storia appassionante…

Non è facile, infatti, distaccarsi dalle pagine, dalle avventure, a volte divertenti, a volte malinconiche, ma immensamente appassionanti delle ragazze. Non è affatto difficile ritrovarsi almeno una volta nell’imperfezione di Jo, nei capricci di Amy, nella saggezza di Beth, se non attratti dalla comfort zone di Meg. Anche se, a canalizzare l’attenzione sarà Jo, la ragazza dai tratti mascolini, che si ritrova troppo stretta nei panni eleganti e a modo di una figura femminile realizzata a pennello dalla società dell’epoca.

Jo non è romantica, non è delicata, non è nemmeno bella da quanto si può immaginare, ma ha una caratteristica che più di tutte la fa amare: la determinazione di costruirsi un proprio sentiero nel mondo, non solo per se stessa, ma per la famiglia intera.

La passione per la scrittura che nutre Jo infatti, in questo libro – come un po’ anche nelle varie trasposizioni cinematografiche in circolo – il lettore la vive a pieno, nella sua foga più spietata come in quella più elettrizzata.

Ma ciò che rende Piccole Donne così unico, senza tempo, è il collante che tiene insieme ogni pagina, ogni secondo della vita dei protagonisti – non solo delle quattro sorelle. L’amore. Declinato nella sua accezione più fraterna, romantica, amichevole, materna e paterna. Alla base di ogni singola vicenda quotidiana si ritrovano litigi, situazioni allegre, complesse, tristi, ma ognuna si risolve all’insegna dell’amore (inteso anche in senso religioso). Sulla stessa linea, infatti, non si può dimenticare il ruolo chiave che la speranza ha in ogni capitolo: la speranza di una vita migliore, la speranza di raggiungere i propri sogni, la speranza di vedere il padre, la piccola sorella guarire.

Una storia moderna…

Ma ciò che rende tutt’ora moderna questa storia è l’atteggiamento della madre delle ragazze, che appare più al passo con i tempi rispetto a molte famiglie odierne: la rottura dei pregiudizi, dei dettami della società e del buon costume. Ogni “piccola donna” di questo romanzo della Alcott infatti viene cresciuta seguendo le proprie inclinazioni, il proprio essere, in una dimensione libera da forzature o impegni non voluti.

E poi, che dire delle nuove edizioni di questo romanzo, guidate da una traduzione che si fa forte di un linguaggio giovanile, che riesce ad attirare a sè le nuove generazioni. Nell’ultimo periodo, anche grazie alla nuova trasposizione cinematografica di questo grande classico della letteratura, questo libro è stato rispolverato, riletto – perchè no – anche alla luce dei nostri tempi, della nostra epoca. E riscoperto la sua essenza, il suo essere un classico senza tempo.