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A Marsiglia con Jean Claude Izzo, un viaggio nella città dove ci si sente un po’ a casa

A Marsiglia con Jean Claude Izzo

In questo libro Vins Gallico ripercorre le orme dello scrittore di origini italiane che ha ambientato i suoi romanzi proprio a Marsiglia


A Marsiglia con Jean Claude Izzo è un altro dei libri dell’apprezzatissima collana Passaggi di Dogana, edito da Giulio Perrone Editore, di cui vi abbiamo già parlato nell’articolo A Londra con Sherlock Holmes.

In questo libro Vins Gallico ripercorre le orme dello scrittore di origini italiane, Jean Claude Izzo, nato e vissuto a Marsiglia, e che ha fatto di questa città l’ambientazione dei suoi romanzi.

Da giovane Izzo si interessa di politica e di cultura, apre un locale dove si può ascoltare musica jazz, ma è costretto a chiudere per le lamentele dei vicini e la mancanza di permessi. In seguito, intraprende la carriera giornalistica, parlando di temi “caldi”, come i suicidi dei lavoratori nel cantiere di Fos-sur-Mer negli anni ‘70: Jean Claude ipotizza che, tra incidenti sul lavoro, traumi e depressione, in alcuni periodi ci sia stato all’incirca un morto al giorno. La costruzione del porto in seguito venne interrotta, a caro prezzo: non solo le morti, ma anche la perdita di migliaia di posti di lavoro. Un caso simile accadde anche in Italia proprio negli stessi anni in Calabria.

Il libro di Gallico è accurato, denota tutta l’attenta ricerca e la conoscenza delle opere di Izzo; ogni citazione è ben contestualizzata allo scopo di far capire il pensiero di Jean Claude in merito a tematiche come l’immigrazione, la vita dei lavoratori, il razzismo.

Una delle parti più interessanti del libro è l’incipit, che cattura dalle prime frasi:

Non parlerò di un Marsiglia sporca o insicura o disordinata o grigia. Non parlerò neppure di una Marsiglia fiore all’occhiello del Mediterraneo. Non seguirò nessun criterio di igiene o decoro o di estetica nelle pagine che sfoglierete. […] Tanto Marsiglia non è una città per turisti


Marsiglia, una città dove ci si sente subito a casa

Quando il padre di Izzo giunge a Marsiglia percepisce un’atmosfera familiare perché in quegli anni la città è “italiana”, anzi, napoletana, data la presenza di molti immigrati italiani. Marsiglia ti accoglie, come scrive Jean Claude, ma non è accessibile, non è dolce: ci si sente a casa, è vero, però anche lì gli episodi di intolleranza non sono mancati. Persino coloro che vi si sono trasferiti si sono resi colpevoli di episodi di discriminazione, dimenticando le loro origini: gli “stranieri” che definiscono “forestieri” altri immigrati, tanto si sono ambientati e adattati ad alcuni modi di pensare del posto.

A Marsiglia con Jean Claude Izzo rende omaggio allo stesso Izzo, ai suoi personaggi e ai suoi romanzi, li rende interessanti e invoglia il pubblico che ancora non li conosce a leggerli. Unica nota dolente è che il vero protagonista del libro è lo stesso Izzo, e non la città di Marsiglia, come invece ci si aspetterebbe dal titolo. Del resto Gallico ci aveva avvisato: la sua non è una guida della città, un viaggio “fisico” al suo interno, come quello che Franceschini ha intrapreso attraverso le avventure di Sherlock Holmes e del suo amico Watson, è, piuttosto, un percorso intellettuale nella mentalità dei suoi abitanti, mentalità che rivive nei racconti dello stesso Jean Claude.

Articolo a cura di Rossella Belardi

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