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“Buon 2020/2050, fantascienza ma non troppo”: la riflessione del Robinson

Uno speciale per prevedere – con dati scientifici e potenza realistica – i prossimi 30 anni


L’edizione numero 161 del Robinson questa settimana è dedicato alla fantascienza.

All’interno, una ricca rassegna di articoli molto interessanti, ispirati da un intento (riuscito) di far riflettere il lettore circa una realtà che presto, con molta probabilità (ne abbiamo già degli accenni, se non degli esempi concreti), prenderà vita negli anni a venire.

In particolare, le prime 13 pagine del settimanale de “La Repubblica”, uscito il 4 gennaio, prendono come riferimento gli anni che vanno dal 2020 al 2050, con un salto temporale importante, se non decisivo, per comprendere alcune dinamiche che si potrebbero verificare da qui a trent’anni.


Di grande impatto emotivo, l’articolo di Alessio Sgherza, che presenta una “Lettera all’Italia dell’anno 2050”, che esordisce così:

“Non ho mai dimenticato Greta Thunberg che tuonava dal palco della conferenza di Madrid del 2019. Proprio ieri, 3 gennaio 2050, sono andato a cercare quel video. «Per favore, ditemi che anche voi leggendo questi dati provate panico; ditemi che anche voi, sapendo che non stiamo facendo praticamente nulla, provate almeno un po’ di rabbia». Un atto di accusa che non abbiamo voluto capire o ascoltare. Pochi giorni dopo quel discorso, la conferenza di Madrid sarebbe fallita, una delle ultime chance di fare davvero qualcosa per frenare la crescita dei gas serra nell’atmosfera. Eppure non ci serviva Nostradamus a dirci quello che sarebbe successo. Sapevamo già tutto. Grazie alla scienza”.


Il racconto “fantascientifico” di Sgherza è potente, dannatamente realistico: contempla una “Venezia scomparsa come parte della Liguria e della Sardegna occidentale”, se non dati e previsioni, basati sulle “stime di organismi ufficiali e su studi sui quali c’è ampia condivisione nella comunità scientifica”.

Ma non è finito qui lo speciale del Robinson. Contiene altri articoli carichi di pathos e realismo (quasi) tangibile: il racconto di un mondo di città prive di identità, popolate da auto che si guidano da sole e da 25 milioni di abitanti, con sistemi ultramoderni per aggiustare strade e ponti, con miliardi di dati personali violati.


Ma contaminati, in questo mondo del futuro, anche il modo di comunicare, semplificato in espressioni e vocaboli – linguaggio congegnale alle macchine, le quali comprendono un “Telefona a casa” e non un “Tanto caro mi fu…”; il modo di amare, basato su suggerimenti computerizzati e schemi statistici, ma anche su rapporti fisici con bambole; e il modo di mangiare, con l’utilizzo di alimenti sostenibili e la sostituzione di “prodotti animali con cibi a base vegetale”, e la crescita di industrie di alimenti funzionali, ovvero cibi arricchiti di molecole benefiche e protettive per l’organismo.


Infine, come vuole lo stile del supplemento culturale, accanto a questi articoli squisitamente fantascientifici, sono stati raccolti scene e titoli, in questa occasione, di famose serie tv (e non libri) dello stesso genere. A seguire, le tradizionali classifiche e i libri “stellati”, corredati da relativi articoli, le sezioni fumetto, arte e spettacoli.

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