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“Donne sul Fronte”, il racconto della guerra con gli occhi delle giornaliste

Una collana con sette volumi di graphic journalism in uscita ogni giovedì con Il Fatto Quotidiano


Se abbiamo conosciuto la guerra in Vietnam, in Siria e in Afghanistan come se l’avessimo combattuta noi stessi, con immagini e parole tanto evocative da trasportarci in un campo di battaglia restando al sicuro della propria casa, è anche merito di grandi giornalisti che, a costo di raccontare la verità, hanno rischiato la propria vita per una missione, il loro amato lavoro.

E qui non possono non venirci in mente nomi come Oriana Fallaci o Giuliana Sgrena, ma tante sono le altre (coraggiose) donne si sono battute per raccontare la realtà di un Paese con i propri occhi, come la giovane giornalista e artista curda, Zehra Dogan, che è stata arrestata e condannata dopo aver pubblicato sui social un suo dipinto in cui raffigura la distruzione di Nusaybin dopo gli scontri tra le forze di sicurezza e gli insorti curdi.

Proprio per ricordare il sacrificio e la vita di queste donne, grazie alla collaborazione tra Paper First, Round Robin Editore e Il Fatto Quotidiano, è nata una collana di graphic journalism dal nome “Donne sul Fronte” in cui giornaliste italiane raccontano colleghe passate alla Storia che, con le loro esperienze, ci hanno restituito una visione il più diretta e veritiera possibile della guerra, delle tensioni politiche e degli orrori che ne conseguono.

Come scrive la giornalista Tiziana Ferrario, nei loro racconti “non emerge mai la paura, ma il senso del dovere e la passione per un mestiere che ti chiede tanto, ma ti darà anche tanto. Ti rende testimone di pagine di storia memorabili, ti fa sentire il peso della responsabilità di cercare la verità contro le fake news, che una volta si chiamavano propaganda”.

Le donne raccontano la guerra con occhi diversi? Penso di sì – continua Ferrario – Sicuramente non esaltano l’aspetto bellico e la precisione dei bombardamenti chirurgici che appassionato tanti colleghi che ho incontrato nelle zone di crisi del pianeta. Le corrispondenti di guerra hanno sempre uno sguardo empatico anche sull’umanità dolente che paga il prezzo delle bombe che colpiscono le loro case e distruggono i loro villaggi. Donne, bambini ai quali le inviate danno voce, perchè si immedesimano nel loro dolore e nella loro disperazione”.

I sette volumi dedicati a “Donne sul Fronte” sono disponibili tutti i giovedì in edicola con Il Fatto Quotidiano.

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