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In Riflessioni

Libri che… no, non sono riuscita a leggere

Tra il mare magnum di libri comprati e straconsigliati da amici, blogger e librai, ne esistono alcuni che non sono proprio riuscita a finire di leggere (o a digerirne nemmeno poche pagine)


Fortunatamente sono pochi i libri che, nella mia esperienza da lettrice, ho trovato pesanti o per nulla interessanti. Ammetto di essere un po’ categorica: amo i romanzi che mixano i generi narrativa, avventura e formazione, le opere di saggistica e le raccolte di poesie; caratteristica che mi conduce sempre a scegliere le letture non solo in base agli aspetti più estetici, ma secondo approfondimenti, ricerche che normalmente eseguo nei confronti di libri che ho visto in libreria o in rete, e che hanno attivato la mia curiosità.

Il tutto per non comprare libri che non leggerò mai o per non costringermi a dover procedere in letture che non mi appassionano e di conseguenza influiscono negativamente sulla mia voglia di leggere.

Parto dal presupposto che a me è sempre piaciuto leggere, dai tempi delle scuole elementari, quando si facevano girare in classe i libri della biblioteca e si potevano avere a disposizione molti titoli calibrati in base all’età di noi piccoli lettori. Da lì è nata la passione, ma da oggi a qualche mese ho notato che la mia passione per la lettura ha subìto un processo verso il declino.

Sicuramente i mille impegni hanno influito non poco, ma devo ammettere che, anche alcune letture che mi hanno completamente deluso, hanno dato una bastonata alla mia passione.

E in questa sede vorrei proprio parlarvi di alcuni libri che, almeno a me, hanno fatto declinare un’attività che prima era un’abitudine.

Confesso che sono riuscita a leggere romanzi anche pesanti della letteratura italiana del primo novecento, ma alcuni titoli odierni mi sono risultati alquanto indigesti.


1. “Sulla strada”

Un libro che non sono riuscita a finire di leggere, nonostante sia arrivata con molta fatica a pagina 166 è “Sulla strada” di Jack Kerouac, un romanzo simbolo della beat generation americana, consigliato da molti, ma che io ho trovato estremamente monotono.

La storia tratta di un ragazzo, aspirante scrittore, che intraprende un viaggio alla ricerca dell’ispirazione e di se stesso: caratteristica che subito mi ha incuriosita, perchè adoro i romanzi di formazione, ma che, nel suo svolgimento, ho trovato assolutamente “vuoto”.


2. “Venuto al mondo”

Il secondo libro che non ho travato “scorrere” a dovere è “Venuto al mondo” di Margaret Mazzantini, libro che ha riscosso grande successo a livello internazionale per la sua storia piena di tensione e inspirata a fatti realmente accaduti.

Purtroppo di questo libro sono riuscita a leggere solo poche pagine forse a causa della narrazione o dello stile che non mi hanno “catturata” a dovere e non mi hanno trasportata in questo viaggio che avrebbe potuto anche “offrirmi” molto.


3. “Meglio sole che nuvole”

Il terzo libro che, invece, ho lasciato a un terzo di pagine è “Meglio sole che nuvole” di Jane Alison, la storia di una donna che, per fuggire da un matrimonio fallito e una vita non soddisfacente, decide di partire per Miami in compagnia del suo autore preferito “Ovidio”.

Questo libro, nonostante i numerosi giudizi positivi, non è riuscito a coinvolgermi in quanto ho travato la lettura, le riflessioni della protagonista superficiali e leggere, e una trama assente.