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In Editoria/ Interviste agli autori

Un libro per conoscere le “Giovinette. Le calciatrici che sfidarono il Duce”

Una storia raccontata dopo 90 anni dalla giornalista de Il Corriere Federica Seneghini


E’ uscito il 16 luglio per Solferino “Giovinette. Le calciatrici che sfidarono il Duce“, il primo romanzo della giornalista de Il Corriere della Sera Federica Seneghini.

La storia raccontata in questo libro è frutto di uno studio approfondito su documenti e foto, ma anche di interviste con chi ha ancora vivo il ricordo delle “giovinette” (la testimonianza dell’ultima superstite e dei parenti delle protagoniste), un gruppo di ragazze che, negli anni del Fascismo, non ha voluto rinunciare alla propria passione di giocare a calcio (sport considerato all’epoca solo maschile).

Il lavoro da giornalista è stato fondamentale in questo libro per trovare le tracce delle giovani sportive, per fare ricerche, trovare i discendenti dei protagonisti e delle protagoniste – spiega l’autrice – Oltre a studiare i documenti, ho anche intervistato le persone che hanno conosciuto la squadra. Ad esempio, mi sono trovata a intervistare in un bar il nipote del giornalista che all’epoca intervistò le ragazze calciatrici, nutrendo la storia di importanti dettagli”.

Fonte: www.corriere.it

Una storia vera di amore per lo sport

Questa storia, vera, oltre raccontare la realtà fattuale di alcune giovani donne che hanno dato vita alla prima squadra di calcio femminile in Italia, chiamata “Gruppo Femminile Calcistico”, dona spazio a sentimenti di amicizia, emozioni, scorci di vita quotidiana. In primis, a essere descritta nella sua personalità è la sedicenne Rosetta Boccalini, la calciatrice più forte della squadra.

Tuttavia, anche il resto della squadra ha un ruolo chiave nel romanzo. C’è prima di tutto la sorella Marta, la persona che racconta le vicende in prima persona: si tratta di colei che ha permesso, grazie alle sue memorie (riportate alla luce dallo studioso Marco Giani), di ricostruire più chiaramente la storia della squadra “in rosa”. Viene poi una terza Boccalini, Giovanna, che, pur giocando con le sorelline (all’epoca era fuori questione che una donna sposata praticasse sport in pubblico), fornì loro un importante supporto tecnico e organizzativo.

Fonte: www.corriere.it

Potere rosa

“Giovinette”, per certi versi, può sembrare una storia di girl power, di ribellione ai canoni maschilisti del calcio: una ribellione che finì male, quando il Regime, nell’autunno del 1933, decise che i loro corpi sportivi sarebbero stati più utili per conquistare medaglie nelle discipline femminili allora nel programma olimpico (Berlino 1036 si stava avvicinando). Il calcio femminile, nel nostro Paese, riprenderà solo nel secondo dopoguerra.

Come si può comprendere dal titolo, queste giovani calciatrici sfidarono il Duce con la loro passione: “All’epoca nessuna donna italiana aveva mai giocato (o visto giocare altre donne) a calcio – ci spiega l’autrice – Il gruppo di queste protagoniste, invece, ha fatto qualcosa di nuovo, ha ‘sfidato’ il Duce e il Regime giocando a calcio, inseguendo i propri sogni, reinventando anche in parte lo sport, con regole più femminili (tempi ridotti, una palla più leggera…), più ‘accettabili’ per la morale dell’epoca e per non indispettire il Regime”.

Fonte: www.corriere.it

Donne come madri e mogli…

Abbiamo bisogno di buone madri, non di calciatrici“. Questa affermazione sembra rimbombare nelle pagine del libro e rimanere come un’eco nell’eternità. Federica Seneghini, infatti, non lo nasconde: “Vorrei che questa storia fosse letta nelle scuole, dai ragazzini e dalle ragazzine, dai bambini e dalle bambine di oggi e dai loro genitori. E’ un romanzo sportivo, ma non è solo calcio. E’ una storia di vita, una storia per molti versi ancora attuale, per chi ancora pensa che il calcio non sia uno sport per donne, per chi ancora nutre pregiudizi datati e fuori luogo”.


Il sogno di una strada o un campo sportivo intitolato alle ragazze

Federica Seneghini, inoltre, ai nostri microfoni ha voluto fare un appello al Comune di Milano e al sindaco Beppe Sala, affinchè “ricordino la storia di queste sportive, riscoperta dopo 90 anni, intitolando loro una strada o un campo sportivo della città di Milano“.


Un saggio per comprendere a fondo la storia

www.mondadoristore.it

“Giovinette” è corredato anche da un saggio di Marco Giani, che ripercorre decenni di discriminazione femminile nel mondo del calcio, offrendo una panoramica del nostro passato che porta alla luce riflessioni sulle ingiustizie ancora vive nel nostro presente.

“Il saggio – conclude Federica Seneghini – è complementare al romanzo. La storia che ho raccontato aspira a parlare a tutti, mentre il saggio dà qualche elemento tecnico in più sulla storia del calcio femminile e sui pregiudizi ad esso legati dal ’33 ai giorni nostri. Quindi ripercorre un po’ la storia e le vicissitudini, gli ostacoli che hanno dovuto affrontare le donne che non hanno rinunciato a giocare a calcio negli ultimi 80 anni in Italia”.


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